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• lunedì 16 gennaio 2006
Oggi, Clarence Ray Allen, conosciuto anche come "Orso che corre", compie 76 anni. Domani, 17 gennaio, è prevista l’esecuzione della sua condanna a morte tramite iniezione letale nel carcere di San Quintino. Allen ha seri problemi di salute, è diabetico, è cieco e può spostarsi solo su una sedia a rotelle. Lo scorso settembre ha avuto un attacco di cuore. E’ stato condannato a morte nel 1982, accusato di aver commissionato gli omicidi di Bryon Schletewitz, Josephine Rocha e Douglas White. I tre avevano testimoniato contro di lui in un precedente processo per omicidio, per il quale Allen stava scontando la pena all'ergastolo. Secondo i suoi avvocati Allen, un indiano Choctow, è stato condannato a morte in un processo fortemente dominato dal pregiudizio razziale. Inoltre, alcuni testimoni dell'accusa, coinvolti negli omicidi su commissione, hanno ritrattato in seguito la loro testimonianza. Durante il processo hanno dichiarato il falso perché era stato promesso loro che non sarebbero stati accusati dei tre omicidi. Alla fine del 2005 sono stati pubblicati i risultati di uno studio sull’applicazione della pena di morte in California, che ha dimostrato che la razza dell’imputato e la contea in cui si è processati sono fattori determinanti nei casi capitali, fattori che possono condizionare in modo negativo la sentenza. Per questo motivo dovrebbe essere presentata a breve una proposta di legge per una moratoria sulle esecuzioni durante la quale verrà istituita una commissione che indaghi sul sistema penale californiano. Un appello rivolto alla Corte Suprema della California è stato respinto lo scorso 10 gennaio. Mettere a morte un uomo cieco, anziano e debilitato – avevano scritto nell’appello gli avvocati difensori – sarebbe una pratica sconvolgente per le coscienze. Il 13 gennaio 2006 il governatore californiano Arnold Schwarzenegger ha respinto la domanda di grazia. <Fonti: • lunedì 16 gennaio 2006
<Sebbene sia così complicato instaurare e far crescere una relazione, c'è comunque chi ci riesce. Questi sopravvissuti non hanno però una vita dorata, perché la coppia e l'amore richiedono intenso lavoro e impegno. Tra i maggiori pericoli di questi nostri eroi, c'è lei !! "Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. E' un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore" (Otello, atto terzo, scena terza). Iago ha parole assai persuasive per convincervi a non affidarvi a lei, ma nella realtà come nel teatro non è così facile non darle retta. Si rischia di perdere e rovinare tutto ciò per cui ci si è battuti. Possibile che la fiducia in una persona non riesca a sconfiggere il "mostro"? Che sia più facile dubitare che credere nella persona amata? Se anche la chiudete in una gabbia d'oro, sarete sempre voi i prigionieri e non lei. Fidarsi, dunque, è la via della salvezza, ma come direbbe Iago: "Tenete l'occhio aperto; ma così: nè geloso nè tranquillo."> serenettasingle |
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