Dopo anni di mimose e regalini, di cenette finto-romantiche o di tavolate di femmine che si autofesteggiavano, in questo 2008 per l´8 marzo - data contestata, inventata, leggendaria, ma comunque ormai assurta a simbolo - si torna in piazza. Più agguerrite e (alcune) più arrabbiate che mai. Con manifestazioni in tutta Italia. E con ben due iniziative nella sola città di Roma. Un presidio previsto per oggi, organizzato da vari collettivi femministi e lesbici. E un corteo in programma per domani, indetto dai sindacati di Cgil, Cisl e Uil «nell´anno del centenario dell´8 marzo». In contemporanea la provocazione di Giuliano Ferrara che con la sua lista Pro Life scandirà lo slogan "Aborto? No, grazie".
Per le organizzazioni sindacali la "trovata" di Ferrara è «una scelta che speriamo non abbia come finalità la provocazione» dice Aitanga Giraldi, responsabile dell´ufficio nazionale pari opportunità della Cgil. «Perché l´8 marzo deve porre i diritti delle donne al centro dell´attenzione. Non altro. È intollerabile che
la Legge
194 o la sua applicazione sia ridotta a una corsa delle donne all´uso dell´aborto come se si trattasse di prendere una pillola. Solo un uomo può parlare in questo modo dell´aborto: se sapessero cosa significa avere dentro di sé una vita e quanto sia doloroso scegliere, starebbero zitti. È una campagna offensiva. E poi sabato sarà una giornata importante anche perché da 20 anni come donne del sindacato non si scende in piazza. In un momento davvero difficile, in cui i diritti delle donne sono attaccati in maniera irrispettosa e offensiva, vogliamo riprendere la parola e mettere al centro il valore del lavoro e della nostra presenza nella società». Da repubblica.it