24
giu
2005

Tutti ai tropici

14:19 stagger lee

<(ANSA) - NEW YORK, 24 GIU - Macche' gulag di stampo sovietico: i carcerati di Guantanamo non dovrebbero lamentarsi, perche' vivono ai tropici. A sostenerlo e' il vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, che, in una intervista alla Cnn, ribadisce che gli Stati Uniti non hanno l'intenzione di chiudere il carcere.>. Ottimo, solo qualche settimane fa l’associazione statunitense Physicians for Human Rights aveva pubblicato un rapporto completo, di 135 pagine, in cui erano raccolte le prove in base alle quali la tortura psicologica(e non solo quella, aggiungo io)era sistematica e centrale negli interrogatori dei detenuti nei vari centri, tra i quali proprio Guantanamo. Le tecniche utilizzate comprendono l’isolamento prolungato, la privazione di sonno, l’obbligo a spogliarsi e rimanere nudi, l’utilizzo di cani per incutere timore, le umiliazioni sessuali e culturali, le finte esecuzioni capitali, le minacce di violenza e morte nei confronti dei detenuti stessi o dei loro cari (in particolare mogli e figlie). Un campo di prigionia isolato in cui i detenuti sono trattenuti in modo arbitrario, virtualmente in isolamento, senza accusa, processo o accesso a una procedura equa. Però ai tropici.(nella foto si vede chiaramente che non si lamentano)-fonti ansa,amnesty,peacereporter-

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