Tagli alla Difesa? Tutto come previsto. Alla prima uscita internazionale, la biennale fiera aerospaziale di Farnborough in Gran Bretagna, i neo eletti rappresentanti del nuovo Governo non si sono lasciati sfuggire l'occasione per dichiarare che "le risorse destinate alla Difesa vanno aumentate da subito con l'obiettivo di portale all'1% del Pil entro la fine della legislatura". E per lamentare la "riduzione dei finanziamenti al settore Difesa" che "in altri Paesi sono ritenuti un'occasione di sviluppo economico e occupazionale e non una zavorra per le finanze dello Stato". Lo hanno dichiarato, rispettivamente, il sottosegretario alla Difesa, Lorenzo Forcieri e il presidente della commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio. De Gregorio, inoltre, non si è limitato alle esternazioni ma nei giorni scorsi ha votato insieme al centrodestra il parere contrario al Dpef in Commissione Difesa al Senato. Insomma i lupi cambiano il pelo, ma non il vizio. Intanto un'inchiesta di Microfinanza svela che
l'Italia è stata la prima fornitrice di armi al Libano tra il 2000 e il 2004 e, dopo Russia e Cina, è il maggior esportatore di materiali bellici in Medio Oriente. E non va dimenticato che, come riporta l'ultimo annuario del Sipri, con oltre 25 miliardi di euro l'Italia mantiene il settimo posto nel mondo per spese militari (fonte
: www.unimondo.org)
E (scusate se può sembrare banale retorica) intanto facciamo i vertici per la pace. Ma fottetevi.