
domenica 30 luglio 2006
Mi ero promesso di non fare un post sulla guerra tra Israele e Libano, e per varie ragioni:fondamentalmente è che da un po’ di tempo non mi piace questo interessamento per una certa guerra, quando al mondo ce ne sono tante-tantissime-troppe altre dimenticate(può essere un discorso del cazzo se volete, ma visto che il blog è anche mio mi assumo questa responsabilità). Qualcuno aveva pure parlato di ritirar fuori la bandiera della pace in questi giorni: io sinceramente la mia la tengo nell’armadio e credo che la lascierò lì per sempre: con gli anni mi sono accorto che per sentirmi un minimo coerente allora dovrei tenerla sul balcone per tutta la vita. Non che la situazione tra i due paesi non meriti attenzione, però mi spaventa la capacità mia e di molte persone di emozionarci, di rattristarci, di incazzarci solo per ciò che ci fanno vedere in tv o sui giornali, e di tutti gli altri che crepano in conflitti “meno visibili” ce ne freghiamo. Come ce ne freghiamo del resto quando poi spegnamo la tv e ritorniamo tutti alle nostre vite…Forse è “giusto” così, non lo so…altrimenti forse sarebbe impossibile vivere serenamente (“giusto” non so se sia il termine corretto..). Però questa cosa ogni tanto, come stamattina, mi da parecchio da fare: e non posso passarci sopra, non riesco a non dire nulla. Mi sveglio bello carico e reduce da una bellissima serata con gli amici, apro il televideo e cosa leggo? Strage di bambini a Cana: L'aviazione bombarda un edificio nel Libano del sud: 51 morti. Ventisette erano bambini.” Ecco che risale quel sentimento di rabbia e di tristezza di cui parlavo sopra. Poi apro un sito web e leggo che alcuni “bambini israeliani firmano i proiettili che i cannoni spareranno sul Libano dal Nord di Israele”. I bambini, sempre i bambini in mezzo. Io ho due nipoti, ai quali voglio un bene della madonna, e quando leggo di ste cose il primo pensiero corre a loro. Cerco di immaginarmi se invece di vivere qua, fossimo stati libanesi, israeliani o chissà che altro. I bambini non c’entrano un cazzo con la guerra, la gente non c’entra un cazzo con la guerra, nessuno dovrebbe “c’entrarci” con la guerra. Invece sono sempre quelli che ci vanno di mezzo. E mi chiedo come chi ha sganciato quei missili possa tornare a casa tranquillo dalla sua famiglia oggi. Ma sopratttutto mi chiedo come facciano a vivere una vita normale quelli che stanno ai piani alti, quelli che decidono la guerra, da una parte e dall’altra: io personalmente gli auguro che questa cosa possa rovinargli la coscienza per tutta la vita. Spero che la coscienza rovinata possano averla quelli che fanno firmare ai bambini israeliani i proiettili da lanciare. Ma come cazzo si fa? Insegnare ad odiare ad un bambino, cercare di farlo entrare sin da piccolo in una mentalità di odio-guerra è una cosa disumana. (il discorso vale per esempio anche per quei lobotomizzati dei terroristi, che mandano a morire sin da giovani i ragazzi e le ragazze imbottiti di esplosivo). Basta, ho scrittto anche troppo e probabilmente anche tante banalità. Ma oggi butta così, il mio pensiero va a quei bambini che avevano tutto il diritto di vivere e alle loro famiglie, a quelli a cui si sta insegnando la guerra, a tutti quelli che muoiono dimenticati in mezzo al mondo. Scusate lo sfogo personale, ma ora basterà chiudere il blog e vedrete che tutto passa come al solito.
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